Lions 


Viviamo in un mondo di frenesia, di tecnologia, di connessione e di comunicazione – eppure sta emergendo tutto un filone letterario americano composto da spazi vuoti, luoghi sperduti, anime isolate e tempi svuotati dalla tecnologia. È un filone strano, che neanche io saprei come classificare: è un filone fatto di libri che, più che raccontare storie, vogliono raccontare persone, emozioni, ambienti. Sono romanzi corali, composti da voci multiple intrecciate tra loro, unite dalla vicinanza obbligata. Sono anime descritte con una grande abilità – con un tecnicismo che a oltre sfiora l’eccesso, una capacità narrativa sublime. 

Rientra in questa categoria Kent Haruf – che ha creato Holt, un paesino sperduto in cui si intrecciano storie e destini. Haruf è arrivato in Italia grazie a NN Editore, che ha fatto uno splendido lavoro di marketing sia sulla trilogia della pianura che sul quarto capitolo, Le nostre anime di notte, concluso poco prima della morte dell’autore. 

E rientra in questa categoria anche Lions di Bonnie Nadzam. Lions è il nome della cittadina sperduta nel deserto, creata per diventare un crocevia e poi abbandonata un pezzo alla volta. Lions è un posto fuori dal mondo, in cui gli abitanti rimangono invischiati, riemergendone solo per la messa e per la spesa. E Lions è un luogo di leggende, di voci, di storie – un collante formidabile per queste anime annoiate e bloccate nell’empasse. 

A Lions troviamo Gordon e Leigh. Lui è un Walkers – e come tutti i Walkers è una persona schiva, solitaria, autonoma, che si accontenta delle sue piccole comodità e tira avanti per la sua strada. Lei invece è uno spirito libero, e vuole scappare dalla cittadina, dalla polvere, dall’assenza di svaghi e di persone. Loro sono cresciuti assieme, sono legati da un amore intruso dell’empasse palpabile nell’aria di Lions – e sono inevitabilmente destinati a collassare, ciascuno vittima dei propri sogni. 

Lions ci racconta una storia di crescita, di scoperta, di fuga e di costruzione, di emozioni difficili da esprimere e di eredità difficili da rifiutare. Lions è un sogno che si sgretola sotto le nostre dita, nonostante gli sforzi, vittima della sfortuna e della nostra debolezza. E da Lions usciamo chiedendoci come sia possibile vivere così. Come se noi stessi non ci chiudessimo in gabbie dorate, quando non vogliamo affrontare le cose che più ci spaventano. Come i leoni nel deserto, 🦁

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